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embra incredibile, ma sono già trascorsi trent’anni da quel giorno in cui ventiquattro amici (proprio 24, come le ore del giorno!) si sono incontrati in uno studio notarile per dare vita all’avventura della nostra Associazione.
Ventiquattro persone accomunate da una grande passione per la storia dell’orologeria.
Oggi, a distanza di tre decenni, viene naturale riflettere su quanto è stato realizzato, ricordare le tante persone che hanno contribuito a mantenere viva l’Associazione e, con affetto, coloro che purtroppo non sono più con noi.
Il nostro periodico La Voce di Hora ha visto la luce ben 48 volte, proponendo ai Soci e ai lettori notizie di interesse specifico e, quasi sempre, contributi assolutamente inediti. Attraverso queste pubblicazioni abbiamo fatto emergere aspetti poco conosciuti della storia dell’orologeria, in particolare quelli legati alla produzione di orologi in Italia.
La Voce di Hora ha sempre puntato a mantenere un alto livello qualitativo, sia nella veste grafica sia nei contenuti. Si è cercato un equilibrio tra il rigore degli approfondimenti e la divulgazione, coinvolgendo i Soci nella preparazione di contributi originali.
Crediamo di aver catturato l’interesse degli appassionati di orologeria antiquaria, come dimostrano anche i riconoscimenti ricevuti all’estero.
Oltre alla pubblicazione della rivista, abbiamo cercato di arricchire la vita associativa con riunioni mensili, viaggi di studio in Italia e all’estero, mostre, e con l’accoglienza di delegazioni di associazioni consorelle provenienti da Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti e altri paesi.
Indimenticabile rimane la mostra La Misura del Tempo, allestita al Castello del Buonconsiglio di Trento, di cui nel 2025 ricorrerà il ventesimo anniversario. Un evento straordinario, che difficilmente potremo replicare, e che ci ha dato la possibilità di pubblicare un prestigioso catalogo destinato a rimanere un punto di riferimento per la storia dell’orologeria in Italia.
Pensiamo che l’attività della nostra Associazione abbia offerto, pur nel suo piccolo, un contributo significativo alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico italiano.
Il merito di aver mantenuto viva Hora va a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto, sostenendolo con le quote associative, la pubblicità e, soprattutto, con studi, articoli e conferenze.
Un pensiero speciale va ai Soci fondatori, che trent’anni fa hanno dato vita a questa avventura e che oggi non sono più con noi: in particolare Giuseppe Brusa, Luigi Pippa e Nicola de’ Toma, straordinari e indimenticabili appassionati e studiosi di storia dell’orologeria.
Antonio Lenner








