ESTATE 2000 giugno 2000
     
     
  Due notizie sono motivo di particolare soddisfazione per la nostra Associazione.
Benché il numero dei lettori de
La Voce di Hora sia assai inferiore, a nostro avviso, a quello che la rivista meriterebbe, le prerogative dei cultori di orologeria antica accrescono grandemente l'importanza della loro partecipazione. Ciò spiega il felice ritrovamento dei due orologi il cui furto è stato segnalato nel N. 6, Giugno 1999 e nel N. 7, Dicembre 1999, della nostra rivista: lo straordinario cronometro da tasca fatto da Louis Berthoud all'epoca della Rivoluzione Francese, che costituisce un unicum nella storia dell'arte orologiaria; e il movimento con le due campane costruito nel 1862 per l'edificio che è sede attualmente dell'Accademia di Architettura di Mendrisio. Entrambi i ritrovamenti sono dovuti all'informazione portata a conoscenza di due diversi lettori de La Voce di Hora, che si sono adoperati con successo al recupero.
Del resto, il numero dei lettori della nostra rivista supera quello dei soci, in quanto si sa che molti ne prendono visione per via di amici e colleghi. Stante l’aspetto positivo di quanto sopra, ci auguriamo che almeno alcuni di questi lettori defilati si decidano a farsi soci.

L'altra notizia confortante è data da nuove pubblicazioni di saggi e di monografie concernenti orologi da edificio, laici o religiosi, antichi e antichissimi, che costituiscono una parte cospicua del nostro patrimonio culturale non soltanto orologistico. Un campo che in passato è stato trascurato. Senza entrare nelle motivazioni all'origine delle recenti iniziative locali, vanno rilevate le disinteressate e laboriose trattazioni di quegli appassionati che stanno richiamando 1' attenzione e l'apprezzamento di un pubblico anche occasionale. In altra parte di questa rivista se ne danno più precise indicazioni, qui ci si limita a citare alcuni titoli eloquenti: Macchine orarie / Orologi da torre e orologiai in Emilia-Romagna, a cura di A. Campigotto, A . Parisini, P. Tamassia; Orologio e moto della luna del Palazzo di Fraternita in Arezzo, di F. Casi; Gli orologi da torre nella Provincia di Lucca, di R. Giorgetti; Antichi orologi da torre in Mugello e Val di Sieve, dello stesso infaticabile Giorgetti.
Ho avuto il privilegio di ricevere copie di tali opere che raccomando anche a quei soci i cui interessi esulano attualmente dalla tipologia di grandi dimensioni.
Per ormai lunga esperienza posso assicurare che, per quanto riguarda l'orologeria, la sete di conoscere si arresta solo per difetto di testimonianze, non mai per la loro esuberanza. Tengo i volumi a disposizione di quanti desiderassero prenderne visione prima di procedere direttamente all'acquisto. Con l'occasione raccomando inoltre il catalogo, a cura del Comune di Bolzano,
Macchine per la misura del tempo, ricco di illustrazioni a colori di 127 orologi meccanici e strumenti scientifici provenienti da collezioni private esposti lo scorso febbraio a Castel Mareccio.

É apparso fedelmente sul numero di Antiquarian Horology del Marzo scorso il sommario dei contenuti del nostro numero di Dicembre. Per una interessante coincidenza, la rivista inglese illustra a colori in copertina il quadrante di tipo notturno, assai raro in Inghilterra, di un poco noto orologio a cassalunga attribuibile a John Fromanteel, uno dei pionieri dell'applicazione del pendolo agli orologi. A tale orologio sono dedicate parecchie altre illustrazioni e pagine di testo. Il raffronto con l'importante esemplare inedito di Giuseppe Campani illustrato sulla nostra copertina e descritto nel relativo articolo è d'obbligo.

 
      Giuseppe Brusa  
         

 




HOME LA VOCE DI HORA Rivista N. 8 - GIUGNO 2000