R U B R I C H E  

 

  SEGNALAZIONI  

 

Per iniziativa della Fondazione delle Arti e dei Mestieri di Milano Ŕ apparso il volume L'Orologiaio Mestiere d'arte, di Dominique FlÚchon, tradotto dal francese e stampato nel dicembre 1999. L'assunto e le caratteristiche editoriali sono encomiabili. Tuttavia, pur senza entrare nella trattazione, ritengo opportune alcune rettifiche di dati e definizioni che altrimenti rischierebbero di essere acquisiti passivamente da non pochi dei numerosi lettori cui l'opera Ŕ rivolta.

 

Pag. 12, ultimo capoverso, si intende la metÓ del XIII, non del XII secolo.
Pag. 25, "bilanciere a pendolo' Ŕ una contraddizione di termini.
Pag. 29, il Pierre Le Roy famoso per i suoi fondamentali cronometri da marina fu il figlio (1717-1785) e non il fratello del celebre Julien.
Pag. 38, Visconti fu il committente, non l'artefice dell'orologio del 1336.
Pag. 39, un orologio fu istallato nel 1343-44 sul Duomo di Modena, non certo sul Duomo di Milano
Pag. 53, la congettura che gli orologi da persona siano stati inventati nel 1462 si Ŕ dimostrata infondata e, ovviamente,Ŕ assurdo credere che nel 1488 i costumi alla corte di Ludovico il Moro siano stati decorati da veri e propri orologi di metallo quando certamente si tratt˛ di immagini ricavate nella stoffa.
Pag. 70, Treffler non fu meccanico di Galileo e gli orologi del Camerini sono stati dotati di pendolo dopo l'invenzione dell'Huygens.
Pag. 71, 'bilanciere-spirale' Ŕ concetto ignoto. Huygens escogit˛ la molla a spirale piana da applicare al bilanciere per renderne isocrone le oscillazioni.
Pag. 79, LÚpine abolý il conoide e la sua catena che giÓ da tempo aveva sostituito la corda di budello negli orologi da persona.
Pag. 91, l'Essai sur l'Horlogerie di Berthoud fu stampato nel 1763.
Pag.122, L'Art de l'Horlogerie enseignÚ en trente lešons non Ŕ opera di F. Berthoud. L'autore Ŕ pi¨ tardo e non Ŕ stato identificato.
  G. Brusa

 

 

PER LA VOSTRA BIBLIOTECA    

 

I seguenti libri pubblicati ultimamente sono di particolare interesse per i cultori dell'antica orologeria italiana:    

 

  A. CAMPIGOTTO, A. PARISINI, P. TAMASSIA, MACCHINE ORARIE / Orologi da torre e orologiai in Emilia-Romagna, illustrato, pp. 270, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia Romagna, Bologna 2000.  
     
F. CASI, Orologio e moto della luna del Palazzo di Fraternita in Arezzo, in "Annali Aretini" 1999 - estratto illustrato di pp. 80. disponibile presso Strumenti Scientifici d'epoca, Via Cesalpino 21, 52100 Arezzo (tel. 0575 364741)  
   
  R. GIORGETTI, Antichi orologi da torre in Mugello e Val di Sieve, illustrato, pp. 142, 1999, presso l'autore, Via dei Ceci 34, 50135 Firenze.  
     
R. GIORGETTI, Gli orologi da torre nella provincia di Lucca, illustrato, pp. 208, Firenze 2000. Maria Pacini Fazzi editore, Piazza San Romano 16, 55100 Lucca (tel. 0583 55530).  
   
  AA. VV., Macchine per la misura del tempo / Mostra di orologi antichi dalle origini alla fine del secondo millennio, Catalogo, pp. 192, 127 illustrazioni a colori. Comune di Bolzano - Assessorato Tempo Libero, 2000.  

 

 




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