PER IL SOLSTIZIO D'INVERNO dicembre 1999
     
     
  L’inizio dell’Anno Duemila è imminente e si è tanto, e tanto prematuramente, parlato di ‘nuovo millennio’ che un breve chiarimento appare opportuno anche in questa sede.
Secondo la cronologia prevalente da secoli nella cultura occidentale, finirà nei prossimi giorni il millenovecentonovantanovesimo anno del secondo millennio. Ne consegue, incontrovertibilmente, che quest’ultimo potrà dirsi compiuto solo tra un altro anno e che quindi il nuovo millennio, cioè il terzo, avrà inizio il 1 Gennaio 2001. Gli anni infatti, calcolati secondo la fenomenologia celeste, sono delle entità che sussistono soltanto nella loro interezza e ciascun millennio, per definizione, ne richiede mille.
Un Anno Zero non è mai esistito storicamente e qui non si tratta di concetti matematici.
Quanto alla grafia della prima cifra che distingue l’ultimo anno del secondo millennio, dipende dalla articolazione del computo decimale e non deve generare equivoci sulla effettiva appartenenza seriale dell’ultimo anno.
Un pallottoliere immaginario potrà offrire una dimostrazione efficace anche per i più refrattari, senza entrare nella problematica relativa ai computer.

Già sul finire del primo millennio si è discusso a lungo per motivi religiosi e storici su quando avrebbe avuto inizio il fatidico Anno Mille, che suscitava apprensioni come se appartenesse a una nuova epoca.
Dunque il 2000, come gli anni che l’hanno preceduto dal 1001 al 1999, resterà parte integrante del secondo millennio. Analoghe considerazioni, d’altronde, si applicano su scala ridotta anche a proposito del passaggio da un secolo al secolo successivo.

Tutto ciò, naturalmente, con buona pace di coloro che, per propensioni personali o per interessi collettivi, sono favorevoli a cominciare in anticipo e a protrarre magari per un anno le celebrazioni della ricorrenza.
A un simile comportamento, del resto, è umano associarsi, senza che puntualizzazioni inopportune guastino le eventuali manifestazioni positive dell’evento.

Chi si interessa alla misura del tempo anche nei suoi aspetti grafici di lungo periodo, come risultano dagli orologi meccanici più complessi, dovrà limitarsi a controllare che l’indicazione sull’oggetto considerato risulti corretta in occasione del passaggio dal penultimo all’ultimo anno. Ciò vale particolarmente per i pregiatissimi esemplari con calendario perpetuo, come alcuni di quelli illustrati nel primo articolo di questa stessa rivista.

Riprendendo i temi abituali della vita dell’associazione e di questa pubblicazione che ne costituisce l’elemento fondamentale, non troviamo motivi né di giubilo né di sconforto.
Ci risulta sempre più apprezzata l’opera che svolgiamo per diffondere e approfondire quelle cognizioni che hanno formato nel corso dei secoli la più gran parte del patrimonio storico e tecnico dell’arte della misura del tempo. Segnaliamo, tra l’altro, un nuovo compendioso sommario apparso su
Antiquarian Horology relativo all’ultimo numero de La Voce di Hora.
Continuiamo peraltro a sperare in una maggior partecipazione dei Soci e in nuove adesioni, ma dobbiamo riconoscere che la cultura in questi ultimi decenni non si è evoluta favorevolmente a iniziative esigenti in fatto di tempo e spesso carenti di quei richiami mondani e spettacolari che pare condizionino più che mai ogni genere di successo.
Ci conforta comunque di essere fermamente presenti sulla scena in generale e puntuali per quel che riguarda l’uscita della pubblicazione, pur con la inevitabile riserva derivante dal servizio postale per quanti risiedono fuori Milano.

Anche questo numero consiste di contributi originali assai diversi uno dall’altro e il risultato enciclopedico delle scelte redazionali nel loro complesso dovrebbe apparire sempre più evidente. Verrà indubbiamente notata la mancanza di un contributo letterario personale da parte di Lodovico Magistretti.
Gli altri Consiglieri comunque conoscono troppo bene il generoso e qualificato lavoro di Caporedattore che ha dedicato anche alla presente realizzazione e, d’accordo con loro, ritengo che tale incarico deva essere formalmente confermato in occasione della prossima Assemblea.

A questo punto, a nome del Consiglio e mio, non mi resta che formulare a tutti i Soci cordialissimi auguri per un sereno Natale e per un felice Anno Nuovo, a qualsiasi millennio lo si voglia attribuire.

 
      Giuseppe Brusa  
         

 




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