POSTA  

 

 

LETTERE PRECEDENTI

 

 


Da: "Enrico" <corinaldienrico@libero.it>
A: posta di hora.it
oggetto: orologiaio Pietro Mei di Montecarotto

Spett.le redazione,
tempo fa Vi ho scritto riguardo al meccanismo dell'orologio pubblico di Teramo (ndr: vedi lettera successiva).
Ora mi trovo a contattarVi riguardo al meccanismo dell'orologio di Offida, nella mia zona, esposto in museo.
L'orologiaio 'Pietro Mei di Montecarotto' è presumibilmente l'erede di mestiere del grande 'Antonio Podrini di S.Angelo in Vado', insieme al figlio 'Eustacchio Podrini'.
Antonio Podrini muore nel 1825, nel mentre stava costruendo il meccanismo dell'orologio pubblico del mio paese ed è l'autore, tra l'altro, dell'originale meccanismo dell'orologio di Tolentino, quello dalle quattro mostre.
Molti, nella nostra zona, sono i meccanismi di 'Pietro Mei', a cui presumibilmente farà seguito 'Edoardo Marconi di Montecarotto'.

Ho già visionato altri meccanismi con il sistema della vite senza fine per la riduzione, con eliminazione della ruota guida.
Ne conosco uno di Mei addirittura del 1854, costruito proprio nello stesso periodo di quello di Offida.
Ma anche due fratelli di 'Montelevecchie'(paese che oggi ha cambiato nome) usavano questo sistema: ho visionato un loro meccansimo.

Cordiali saluti
Sauro COrinaldi

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P015
 
Caro lettore

Lei gentilmente ci fa partecipi (nella prima parte della sua lettera) di una serie di informazioni delle quali prendiamo volentieri nota.
Molto utile sarebbe stato l'accompagnarle con foto e descrizioni dettagliate che avrebbero potuto essere lo spunto per un articolo.
Estremamente interessante sarebbe verificare con precisione le date di costruzione dei vari meccanismi al fine di appurare se, eventualmente, ne esiste uno con data anteriore a quella del brevetto del francese Jarossay.

Nella seconda parte della lettera ci invia alcune informazioni che necessiterebbero di chiarimenti.

Parla di due fratelli senza citarne né il loro nome né quello attuale del paese di origine (attualmente il da lei citato "Montelevecchie" crediamo sia Belvedere Fogliense) né dove ha visionato il loro meccanismo.
Inoltre scrive "della vite senza fine per la riduzione ..." mentre tale vite essendo condotta serve a moltiplicare e non a ridurre il numero di giri. E' per questa ragione che tale sistema, che richiede una accuratissima realizzazione meccanica, è stato pochissimo utilizzato.
Poi la definizione da lei usata di "ruota guida" appartiene probabilmente alla terminologia regionale e non ci consente di comprendere esattamente a cosa si riferisce.
Comunque molte grazie per il suo interessamento.
Cordiali saluti

G.G.

P.S. Al momento della pubblicazione di questa risposta riceviamo una e-mail da un lettore, (desidera non essere citato), che afferma che i tre treni dell'orologio di Offida sarebbero:
- sinistra per le ore e i quarti
- centrale per il tempo
- destra per la suoneria ausiliaria o "tarantella" (nome locale) a din-don.
Nell'articolo pubblicato si dice che i treni sono uno del tempo, uno della suoneria delle ore e uno della suoneria dei quarti.
Ci proponiamo di effettuare un accurato esame in loco o di avere una dettagliata documentazione fotografica per comprendere il funzionamento delle due chiocciole presenti sull'orologio.
Nel frattempo rimaniamo in attesa di eventuali altri interventi in merito
.

 

 


Da: "Enrico" <corinaldienrico@libero.it>
A: posta di hora.it
oggetto: orologio da torre

Spett.li esperti,
da tempo mi occupo di orologi da torre e campane, specie dei vecchi meccanismi dismessi nelle torri.
Mi permetto di dire la mia riguardo alla e-mail da Voi pubblicata del sig. Gaetano di Teramo (ndr: vedi alcune lettere più avanti ), in cui chiede informazioni sul meccanismo dismesso presente dentro la torre del Duomo di Teramo, che tra l'altro ospita un enorme campanone il cui battaglio pesa da solo oltre trecento Kg.
In risposta, avete scritto che l'orologio non ha valore storico e orologistico visto che è stato costruito nel periodo in cui era già iniziata una certa 'industrializzazione' e 'lavorazione in serie': fine dell'ottocento.
Scusate se mi permetto, ma ritengo che la Vostra risposta sia un po' troppo 'fredda' e insensibile del grande valore storico che quella macchina ha avuto nel paese che per oltre un secolo ha servito.
Ha pur sempre scandito la vita di ogni persona, è carica di storia anche se effettivamente è uguale a molte altre sparse nei campanili italiani. Inoltre, pur non avendo semplicemente valore 'orologistico' o 'artigianale', è sempre stato costruito con criteri e filosofie che oggi non si usano più.
Non dimentichiamoci, infine, che un meccanismo del genere può essere molto utile come materiale didattico per studenti, una volta restaurato ed esposto al pubblico.
Tanto dovevo, nel rispetto del Consiglio e dello stimatissimo Prof. Brusa.

Sauro Corinaldi,
V.lo del Teatro,8
62011 Cingoli (MC)
P014
 
Carissimo lettore
rispondiamo molto volentieri alle sue cortesi obiezioni.

A prescindere dagli aspetti sentimentali e di ricordi personali l'importanza storica dell'orologio è quella già dichiarata.
In un contesto museale può certamente essere inserito nella storia dell'orologeria ( come del resto anche gli attuali orologi al quarzo).
Il sig. Gaetano non dichiarava che l'orologio fosse dismesso.
Se così è non si tratta certo di rottamarlo ma di esporlo in qualche luogo protetto con una targa che ricordi ai cittadini di Teramo il secolo di onorato servizio.
Diciamo "protetto" perchè tali meccanismi vengono purtroppo spesso abbandonati nell'angolo di qualche cortile nascosto lasciando alle intemperie il compito di lentamente dissolverli.

G.G.

P.S. A tutti i lettori, e a Lei se ancora non lo conosce, consigliamo una visita al museo di Offida, paese collinare non molto distante sia da Teramo che da Macerata e situato fra Ascoli Piceno e S. Benedetto del Tronto, per prendere visione di un orologio da torre... extra-plat.
Vedi articolo di Giorgio Gregato sulla nostra rivista:
LA VOCE DI HORA N. 7

 

 


Da: "mototopo01@katamail.com"
A: posta di hora.it
oggetto: consiglio

vorrei un consiglio su come far valutare l'orologio di seguito descritto visto che le persone che ho contattato hanno dato pareri notevolmente differenti tra loro. ringraziandovi cordiali saluti

P013
 
 
Il suo è un orologio della fine ottocento detto "del cacciatore".
La lancetta dei minuti non è in sintonia con quella delle ore.
La tipologia di questo orologio è molto diffusa e di poco interesse per il collezionista di orologi da tasca d'epoca. Il valore è di conseguenza.

Da notare che la lancetta delle ore è a doppia pera: una per indicare l'ora a coperchio chiuso e l'altra più lunga per indicarla a orologio aperto.

G.G.

 

 


Da: "domenico monteleone" <redmonster85@hotmail.com>
A: posta di hora.it
oggetto: Vulcan

Salve girando sulla rete ho trovato questo sito e visto che vi interessate di orologi d'epoca volevo chiedervi gentilmente una cortesia.
Sono in possesso di un orologio da polso marca vulcan, carica manuale e con suoneria meccanica, all'interno c'e' scritto su un barilotto (vulcan) e sull'altro, quello di carica della sveglia c'e' scritto criket. Ora dopo che vi ho spiegato con quel poco che so' L'orologio e le sue diciture ,vorrei il vostro aiuto per sapere di che anno e' e se e' possibile il suo valore.
Ringraziandovi gia' da ora per una vostra sicura risposta vi porgo i miei cordiali saluti.

.
P012
 
Caro amico
  il suo è un orologio degli anni '50-'60. Per una più precisa attribuzione servirebbe una immagine per esaminare lo stile della cassa che si è evoluta negli anni di produzione.
E' stata una risposta della VULCAN al modello più prestigioso, il MEMOVOX, della Jaeger-LeCoultre.

G.G.

P.S. Facciamo notare a Lei e a tutti i lettori che la nostra associazione si interessa di orologeria antica e dato che gli orologi da polso non rientrano in tale categoria le nostre risposte sono puramente di cortesia.

 

 


Da: Lorenzo Fongaro <emilio.fongaro@tin.it>
A: posta di hora.it
oggetto: Un aiuto per un restauro

Egr Signori della rivista Hora, buon giorno.

    Mi chiamo Lorenzo Fongaro e scrivo da Vicenza. Ora vi espongo il mio problema. 
Molti anni fa un mio pro zio orologiaio (Eugenio Temolo), morto nel 1982, mi ha fatto dono di un bel orologio a Cucu di cui vi mando una foto. Questo orologio a cucù, che per me rappresenta un ottimo ricordo di mio zio, avrebbe bisogno di un piccolo restauro in quanto il meccanismo riguardante la passeggiata ed il carillon di tanto in tanto non si ferma, con il risultato che il tutto funziona due volte consecutive. Fosse tutto qui, sarebbe facile. Vi mando la foto perche' prima che mi venisse consegnato mio zio ha misteriosamente tolto dall'orologio una statuetta di legno che doveva stare in basso a destra del quadrante. Non sono stato in grado di trovare un sito internet riguardante la casa produttrice (sullo chassis appare una firma E.SCHMECKENBECKER ed un'etichetta
su retro porta la scritta RAPSODIE SUEDOISE 1002. Sul meccanismo c'e' pure un marchio REGULA.
Mi potete dare un aiuto nel trovare un sito? Vorrei avere idea di che statua e' stato privato in modo da farla rimettere o rifare durante il restauro.

Un cordiale saluto.

P011
  Gentile amico

il suo cucù è, purtroppo per lei, frutto di una produzione industriale di basso valore.
A parte un suo eventuale personale interesse di tipo affettivo non ravvisiamo nessuna convenienza a farlo restaurare.

G.G.

 

 


Da: Ivan Benvenuto

Buongiorno,
mi chiamo Ivan Benvenuto e curiosando nel vostro sito internet mi sono domandato se mi potete aiutare ad avere notizie su un orologio.
La provenienza dovrebbe essere da bordo di una nave, me lo aveva donato mio Padre circa 30 anni fa con un'amico che faceva il demolitore per una ditta importante di Genova e LaSpezia.
L'orologio in questione è basculante e sul quadrante sono riportate le scritte: Charles Frodsham. Vi allego le foto.
Se mi saprete dare una stima approssimata (per sapere se vale molto o non vale nulla) e un po' di storia .
Grazie e buon lavoro

Ivan Benvenuto
ivanbenvenuto67@tin.it
;
P010
 
  Gentile Ivan

il suo è un classico orologio di bordo.
Facendo riferimento al numero dovrebbe essere circa del 1870.
Notiamo però che la cassa appare più tarda rispetto all'orologio e sopratutto la cerniera è di tipo tardo 800 primi900.
Dalle foto non del tutto chiare sembra evidenziarsi la mancanza del coperchio superiore in tutto legno che è caratteristica delle casse più antiche.

Per quanto riguarda il valore, come abbiamo già dichiarato nelle risposte precedenti, i membri della nostra associazione, quando si esprimono come tali, non possono esprimere valutazioni economiche.

G.G.

 

 

Da: "Mario" mario.stea@tiscali.it
A: posta di hora.it
Al consiglio di Hora
Ho di recente acquistato un orologio da mensola firmato sul quadrante
"Joseph Pichler in Wien" vorrei, se possibile, avere qualche informazione sull'autore.

Mario STEA - Mestre (VE)

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P009
  I dizionari in lingua tedesca riportano due orologiai con tale nome

- Pichler Josef I - Wien, Grossuhrmacher, bürgerlich Meister 1806, morto 1827.
  Arbeiten Stutzuhr, circa 1825 - Bilderuhr 1819.

- Pichler Josef II - Wien, bürgerlich Meister 1844 - 1848

Una foto avrebbe permesso una valutazione storica approssimativa dell'orologio.

 

 

Da: "Rinaldo Tonus" rinaldo.tonus@libero.it
A: posta di hora.it
oggetto: RICERCA STORICA OROLOGIAI VENETI
Buongiorno
Sono Rinaldo da Treviso; sto facendo una ricerca sulla storia dell'orologeria veneta attraverso le realizzazioni di orologiai locali.
Ho però difficoltà a reperire materiale a riguardo, in particolar modo ho trovato molto poco circa i seguenti personaggi:
- Manaigo Nicolò (orologiaio di Castelfranco Veneto)
- I Fratelli Ronfini, credo originari di treviso, produttori di orologi da torre
- Loder Matteo, credo veneziano

Potreste darmi qualche indicazione magari attraverso qualche pubblicazione che abbia trattato l'argomento?

Ringraziando fin d'ora per l'interessamento saluto cordialmente.

Rinaldo Tonus
rinaldo.tonus@libero.it

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P008
  Al momento possiamo solo riportare integralmente ciò che dice il Morpurgo nel suo DIZIONARIO.
Se reperiremo ulteriori notizie saremo ben lieti di pubblicarle.

- Manaigo Nicolò, Castelfreaco - Questa firma appare sulla platina posteriore rotonda del movimento di una pendola di fine fattura, ore e quarti in sei, sveglia, scappamento di Dutetre. La si può collocare ai primissimi dell'Ottocento.

- Ronfini Fratelli, di Treviso - Costruttori di orologi da torre. Molti dei loro prodotti, come per esempio quello presentato all'Esposizione Nazionale di Milano del 1881, avevano il castello orizzontale.
(bibliografia: Arte cronometrica. Milano)

- Loder Matteo, Venezia - Così è firmato un bell'orologio da carrozza con suoneria ore e quarti a tirante, scappamento a verga. La cassa è ricoperta di zigrino. Attribuibile alla fine del Settecento.

 

 

Gentile Associazione Hora
Conserviamo in famiglia un antico orologio, di cui allego le foto, non riesco a trovare descrizioni soddisfacenti del costruttore, che so essere un Maestro, nè del pregio estetico e meccanico dell'oggetto.
Spero che possiate darmi qualche notizia in merito e indirizzarmi per una valutazione.
Grazie, cordialità
Adolfo Cacace

P.S. Sul retro dell'orologio vi è la scritta Bautte & Moynier a Geneve e il numero 35064.
Credo che le pietre della decorazione siano zirconi e ametiste, mentre la cassa è in oro;
l'orologio funziona perfettamente ed è in condizioni perfette, come si può vedere.

P007
   
     
 
  Caro Adolfo

il suo è un buon prodotto, ma comune, di una nota e qualificata casa ginevrina.
Nella prima metà dell'ottocento (1820-30) Bautte Jean Francois e Moynier avevano una fabbrica di notevoli dimensioni che produceva oggetti di ottima qualità quali automi, scatole musicali e appunto orologi con casse particolari decorate in rilievo.
Per quanto riguarda il valore, come abbiamo già più volte dichiarato, i membri della nostra associazione, quando si esprimono cone tali, non possono esprimere valutazioni economiche; possiamo solo dirle che, purtroppo, il mercato non ha oggi un forte apprezzamento per questo tipo di oggetti.

G.G.

 

 

Da: "Barlocco Luigi" lubarlo@libero.it
A: posta di hora.it
CC: "SINDACO TOVO" sindaco@comune.tovo-san-giacomo.sv.it
oggetto: Museo dell'Orologio da Torre

Ho scoperto oggi per caso il vostro sito e desidero segnalarVi che a Tovo San Giacomo, in Provincia di Savona - Riviera di Ponente, esiste ed è aperto al pubblico dal 1997 il Museo dell'Orologio da Torre "G.B. Bergallo" che raccoglie esemplari di orologi monumentali dal 1650 ai giorni nostri.
Attualmente sono in corso i lavori di ampliamento della sede espositiva e la raccolta è esposta in allestimento provvisorio nel Centro Socio Culturale adiacente il Museo.

Per ogni ulteriore informazione non esitate a contattare il Comune di Tovo San Giacomo (019/6379.01 - fax. 019/64.86.65)
Cordiali saluti
Luigi Barlocco
(vicesindaco con delega al Museo dell'Orologio)

P006
  Grazie per la segnalazione. La passiamo, per conoscenza, ai nostri lettori.

 

 

A: posta di hora .it
oggetto: Foto gregson a paris A133 A134
Hola, queria saber si se pueden ver las fotos "the Gregson Paris" A133 y A134 de su sitio web.
Muchas gracias
Martin Macri <Martin.Macri@omacri.com>

P005
  Troverà le foto richieste nella rubrica: SCOMPARSI

 

 

Egregi esperti
mi chiamo Gaetano sono di Teramo ed ho 30 anni, visitando il campanile del duomo della mia città sono rimasto incuriosito dal vecchio meccanismo dell'orologio, per saperne di più ho fatto ricerche in internet e anche nella bibblioteca comunale, ma non ho trovato nulla con i pochi indizi a mia conoscenza, poi ho visitato il vostro sito; incoraggiato dalle esaurienti risposte che avete dato ad altri appassionati ho deciso di inviarvi anche io delle foto per avere notizie sul periodo di fabbricazione dell'orologio, sull'eventuale costruttore (sull'orologio è apposta una targa che riporta in modo poco chiaro la ditta F.lli Muroglio) e se possibile una scheda tecnica. Vi chiedo queste notizie per poter avere dei riferimenti storici e tecnici per procedere a più ampie ricerche al fine un giorno se possibile e se ne vale la pena  di inserirlo nel patrimonio storico della mia città.
Nel ringraziarVi anticipatamente della cortesia che mi vorrete dimostrare
vi saluto cordialmente.

P004
   
     
     
  Caro Gaetano

il meccanismo del quale ci ha inviato delle foto, (e per il quale Lei correttamente usa il termine "vecchio" e non "antico"), è quasi sicuramente uscito dalla fabbrica Miroglio (non Muroglio) fondata nella seconda metà dell'800 a Torino e la cui produzione fu installata in numerosi campanili e torri d'Italia.
Anche i termini da noi utilizzati, "fabbrica" e "produzione", riteniamo si attaglino correttamente al meccanismo in questione in quanto risultato di un processo già molto industrializzato e perciò, purtroppo, attualmente di scarso valore storico-orologistico.

G.G.

 

 

Cari amici ,scusate il disturbo, ma pensiamo voi possiate essere la fonte più credibile di informazione al riguardo. Noi siamo di Commessaggio prov.di Mantova dove esiste un orologio meccanico regalato da Vespasiano Gonzaga a Commessaggio nel 1583, restaurato dal sig. Gorla di Cividale(Mn).
Ci è stato chiesto dal sindaco di condurre una piccola ricerca in proposito, noi d'altra parte abbiamo rovistato tutto l'archivio storico di Mantova, ma abbiamo l'impressione che quella non è la vera strada che peraltro abbiamo già del tutto percorsa.
Vorremmo chiedervi se potete darci qualche indicazione circa la possibile documentazione relativa, ve ne saremo profondamente grati e promettiamo che qualora vi potrebbe interessare siamo disponibili per offrirvi eventuale materiale fotografico e la ricerca stessa qualora vi interessasse.Certi del profondo amore che nutrite per questi "storici" testimoni del tempo,vi mandiamo un caro saluto e un anticipato grazie.

GIORGIO CIMARDI e TERSILLA FEDERICI -tsilla@libero.it

P003
  Crediamo che il primo tentativo di reperire informazioni sia da fare presso il sig. Alberto Gorla il cui indirizzo troverete certamente sull'elenco telefonico.

 

 

Gentilissima redazione

mi chiamo Giuseppe ...... ed abito a Parma.
Sono in possesso da circa trenta anni di un orologio da torre in ferro, di circa un metro di altezza per un metro di lato del quale allego alcune fotografie.
All'epoca della sostituzione con un orologio elettrico, fu gettato letteralmente dal campanile. Io raccolsi i vari pezzi e lo rimisi in funzione. Dopo tanti anni mi è venuta la curiosità di sapere a quale periodo appartiene ed eventualmente il suo valore commerciale.
Potreste gentilmente informarmi a tale proposito? oppure indicarmi un esperto al quale potermi rivolgere?
Fin da ora vi ringrazio per quanto potrete fare.

Cordiali saluti Giuseppe ......

P.S. Le lancette distavano circa due metri dal meccanismo.
Il pendolo era mancante, quello esistente l'ho fatto io per poter far funzionare il meccanismo.

P002

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Complimenti sig. Giuseppe ... Lei ha salvato dalla distruzione un interessantissimo reperto.
Dalla asimetria dei due treni di ruote (suoneria e tempo) si ipotizza che l'orologio sia stato castruito in epoca prependolare (fine 500 - fine 600). La parte più larga permetteva alla bilancia del tempo di posizionarsi al centro dell'orologio.
Daltro canto le immagini fotografiche non ci permettono di essere più precisi nella valutazione della attuale strutturazione a pendolo.
Da notare che nel corso della prima metà del 700 questo tipo di orologio veniva modificato e riaggiornato tecnologicamente con l'inserimento del pendolo.

 

G.G.


P.S. Per quanto riguarda il valore commerciale, in base alla deontologia della nostra associazione, i membri della stessa, quando si esprimono come tali, non possono fornire precisazioni di natura economica.

 

Il Consiglio di HORA


Egregia redazione

Vengo a disturbarvi nuovamente a proposito dell'orologio da torre in mio possesso.
Ecco le notizie che ho potuto reperire in loco.
  Detto orologio risulta venduto per lire 1350 dal Sig. capitano Luigi Corsini di Castelguelfo il 12-6-1812  ed era dei padri capuccini della badia di Fontevivo Parma.  Fatto da frate Tommaso ex Minor Osservante di Busseto.
  Riparato da Luigi Rizzi nel 1863 (facendovi alcuni pezzi nuovi)
Praticamente risulterebbe essere il meccanismo dell'orologio dell'abbazia cistercense di Fontevivo.
  L'abbazia  di Fontevivo viene fondata nel 1142 ed abbandonata dai frati nel 1546 poi passata in mani private.
E' possibile che la costruzione dell'orologio possa collocarsi fra queste due date?
  Cordialmente  Giuseppe ..........
.

P002b
   

 

 

Al Consiglio di Hora.
Vi chiedo una cortesia; potete indicarmi i più importanti musei europei e mondiali dell'orologeria?
Vi ringrazio.
Giuseppe Rebecca - Vicenza
P001
  Per Lei, e per tutti gli interessati:
abbiamo aperto una pagina con le indicazioni richieste (relative all'Europa).
La può trovare
in: Notizie dall'associazione

 

 



 
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